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L’attività scientifica del prof. Giorgio Maria Calori e del suo team annovera studi riconosciuti a livello europeo ed internazionale per qualità ed innovazione contenutistica sia per le tematiche approfondite che per le attività di ricerca medico-scientifica molto accurate svolte in ospedale.

Sono oltre 200 le pubblicazioni con impact factor riconosciute ed in particolare il prof Giorgio Maria Calori è a livello italiano ed europeo il massimo esperto per il settore  delle biotecnologie in ortopedia, come Presidente ESTROT.

Ha realizzato un importante studio di farmaco economia sull’impiego dei fattori di crescita in traumatologia intitolato “Analisi comparativa dei costi e del rapporto costo/efficacia del trattamento delle non unioni post-traumatiche persistenti della tibia con TA della Cresta Iliaca o Osigraft (Eptotermin alfa, rhBMP-7 rh OP-1).

«Le biotecnologie in Ortopedia e in Traumatologia sono ormai divenute una risorsa imprescindibile. È pertanto impellente - dice il prof. Giorgio Maria Calori - aggiornare ed adeguare le normative comportamentali e giuridiche, rispettando però le esigenze socio-economiche. Periodicamente ho organizzato convegni con autorevoli esperti, ricercatori e clinici, in rappresentanza delle più rilevanti istituzioni ospedaliere ed universitarie europee per focalizzare le evidenze scientifiche acquisite mediante robusti trials internazionali di ricerca basati su una rigorosa analisi di studi clinici prospettici randomizzati. Inoltre ho organizzato tavole rotonde, più inerenti gli aspetti giuridici ed economici, nelle quali alti magistrati, giuristi, medici legali, economisti, studiosi e ricercatori di varia estrazione si confrontano di anno in anno con i rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali deputati alle scelte strategiche sulla sanità».

Il prof. Calori lavora come docente anche con la Scuola di specializzazione dell’Università di Milano e punta alla qualità formativa per incentivare nuovi traguardi nella ricerca medico-scientifica.

«Nei nostri corsi e convegni - dice il prof Calori - diamo aggiornamenti sulle nuove tecniche e sui risultati anche dei più recenti studi internazionali. Relativamente all’applicazione delle biotecnologie in Ortopedia e Traumatologia molti sono i risultati interessanti ottenuti ed allo studio, ma sono numerosi anche i nuovi traguardi da raggiungere. Ecco perché convegni come questo sono motivanti e utili per un confronto aperto, importante, internazionale di know how e  di scambio di punti di vista a favore di una medicina etica e sempre migliorativa per i  pazienti di oggi e di domani».

Il prof. Calori  ha negli anni  identificato le problematiche ed i relativi correttivi, che rendono possibile un adeguato impiego delle biotecnologie negli ospedali e nei centri universitari, con ciò proponendo raccomandazioni e regole comportamentali utili agli operatori sanitari e di garanzia e sicurezza per i pazienti.

Collabora in Regione Lombardia per l’identificazione di un DRG specifico ed appropriato per le biotecnologie, al fine di poterne effettuare un corretto monitoraggio clinico e oltremodo stabilirne il giusto corrispettivo economico.

«Importanti sono i risultati di uno studio clinico prospettico randomizzato eseguito su 120 casi selezionati di pseudoartrosi atrofiche degli arti,  trattati con l’ausilio di queste nuove tecniche, presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano - dice il prof. Calori - e i dati di uno studio multicentrico europeo triennale pubblicato su Injury, testata scientifica di riferimento internazionale, che ha coinvolto diverse strutture medico-scientifiche in Italia, Inghilterra, Belgio, Finlandia, Grecia. Vi sono illustrati i risultati di applicazione di fattori di crescita con le cellule staminali ed anche dell’associazione di queste ultime con i fattori di crescita; quest’ultimo argomento è oggetto di un duplice studio clinico prospettico randomizzato, già approvato dal Comitato Etico del Gaetano Pini e tuttora in corso, circa l’applicazione delle biotecnologie sulle lesioni periprotesiche dell’anca e del ginocchio, oltrechè sempre per un confronto di completamento nell’utilizzo per la pseudoartrosi atrofiche delle ossa lunghe».

«I primi dati ricavati e già pubblicati nel 2006 sono oggi definitivamente confermati dal completamento dello studio del Pini sulle pseudoartrosi con un indice di guarigione statisticamente significativo dell’86.7% ciò confermato dal trial internazionale europeo che attesta all’89.7% il tasso di guarigione, cioè si è pressoché ottenuto, con queste nuove tecniche, lo stesso risultato ottenibile con l’utilizzo dell’osso autoplastico prelevato dal paziente (prelievo autologo) senza però incorrere nelle complicazioni a questo connesso».

 

Tra i temi in cui il prof. Calori e il suo team sono specializzati si segnalano:

la rigenerazione ossea nei confronti delle biotecnologie;

la pseudoartrosi e i fallimenti dell’osteosintesi;

gli innesti ossei;

le cellule staminali ed i processi di preparazione;

le esperienze e le applicazioni cliniche dei fattori di crescita nel trattamento delle pseudoartrosi e delle perdite di sostanza ossea,

nella stabilizzazione vertebrale,

nella chirurgia protesica,

nella profilassi per la necrosi della testa femorale.

 

«Con le biotecnologie - dice il prof. Calori - soprattutto nell’ambito protesico, si possono ottenere già oggi degli ottimi risultati. Nell’ambito della chirurgia protesica dell’anca, molto sviluppata nella Divisione di chirurgia ortopedica da me diretta, e nelle revisioni di impianti con perdita di sostanza ossea periprotesica, l’uso delle biotecnologie può evitare di prelevare tessuto osseo da altre sedi del paziente stesso. È così possibile ridurre il tempo di intervento, evitare dolore e ulteriore disagio al paziente legato alla sede di prelievo e dare maggior beneficio e più garanzie al malato. Sarà inoltre importante definire i nuovi DRG per le biotecnologie in chirurgia protesica di revisione, definendo esattamente quali siano le forme che ne possono beneficiare, come peraltro già riconosciuto, utilizzando i gradi GIR (Gruppi Italiano Riprotesizzazione)di tipo 3 e 4».

 

Da anni il prof Calori si dedica anche alla necessità di un inquadramento etico e giuridico delle biotecnologie in Ortopedia e in Traumatologia e a studi di farmaco-economia per un confronto tra il sistema sanitario e l’industria farmaceutica.

«Il nostro ospedale, l'Istituto Ortopedico Gaetano Pini, è in prima fila - dice il prof Calori - in quanto all’avanguardia nell’applicazione delle biotecnologie in Ortopedia e Traumatologia».

È da sempre promotore di eventi scientifici formativi e di confronto tra differenti esperti del problema; è necessario al più presto codificare i dati disponibili per potere realizzare un efficiente organizzazione dei servizi clinici assistenziali.

«Il Dipartimento di Orto-Traumatologia, che riunisce, al suo interno, e coordina tutte le Chirurgie iperspecialistiche dell’Istituto, ha il compito di  favorire il corretto accesso a queste risorse di cura attuando una efficiente strategia organizzativa».

«Oggigiorno le biotecnologie hanno di fatto aperto una nuova prospettiva di cura».

«È al contempo una grande speranza ed una splendida opportunità, ma per poterne diffondere efficacemente l’applicazione clinica ai differenti ambiti di cura - sottolinea il prof. Giorgio Maria Calori,  Primario della Divisione di Chirurgia Ortopedica Riparativa ed esperto di  Risk management presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, Presidente ESTROT - è necessario il rispetto di tre elementi fondamentali: una chiara modalità di utilizzo clinico, validata dai più recenti risultati di evidenza scientifica; un appropriato inquadramento giuridico, per indurre la modifica o l’elaborazione di norme, in un settore soggetto a rapida evoluzione; una effettiva sostenibilità economica, basata su studi di farmaco-economia, con l’attuazione di una strategia d’impiego delle risorse e dei mezzi  effettivamente disponibili».

«Per poter perseguire una medicina etica dobbiamo puntualizzare il modello organizzativo in modo da esprimere una medicina sostenibile di alta qualità e di sicurezza per il paziente. Servono linee guida condivise di analisi costo-efficacia sul piano nazionale e calate nella propria realtà organizzativa su cui stiamo lavorando a livello italiano ed europeo. Le attività di ricerca, sia di laboratorio che cliniche ed applicative, vanno preordinate allo studio in base alle effettive esigenze atte alla pratica clinica. Basilare è il confronto medico-scientifico a livello internazionale».

«È quindi necessario un inquadramento della norma giuridica italiana ed europea relativo all’utilizzo delle biotecnologie e delle cellule staminali per le applicazioni in Ortopedia e Traumatologia».

A questo proposito, il prof Calori fa parte presso la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, della apposita Commissione per la Rigenerazione Tissutale che, composta da clinici e giuristi, ha, come oggetto principale, il monitoraggio del corretto utilizzo delle biotecnologie e l’elaborazione di raccomandazioni applicative basate su una rigorosa analisi scientifica.

«Credo molto - sottolinea il prof Giorgio Maria Calori - nel principio della  Medicina Etica Collaborativa che come unico obiettivo deve avere il miglioramento della qualità della vita dei pazienti».